Lega di cultura di Piadena
La Lega di Cultura di Piadena, con l'Istituto Ernesto de Martino a Sesto Fiorentino, il Circolo Gianni Bosio a Roma, la SocietÓ di Mutuo Soccorso Ernesto de Martino a Venezia, formano un arcipelago di realtÓ accomunate da modi e prospettive analoghe per il loro fare cultura, ricerca, e per il loro raccontare la storia.


LA FESTA 2005

* Sull'Unità (venerdì 25 Marzo) un articolo di Ivan Della Mea sulla Festa

Per ricordare Johannes Agnoli
DOMENICA 20 marzo 2005
si è svolta a Pontirolo (CR) la Festa della Lega di Cultura di Piadena

dibattito sul tema: "Che cos'è la democrazia?"

sono intervenuti: Mario Agostinelli, Bruno Cartosio, Peter Kammerer, Ekkehart Krippendorf, Alessandro Portelli, Gianni Tamino

la musica con: la Banda di Castelponzone, gli Ottoni di Milano, Napoli extracomunitraria, I giorni cantati, Canzoniere Bresciano, Si Bemolle 1 14 1/2 (Parigi), Suonatori Terra Terra (Firenze) e tanti altri ...

Le Foto della Festa!!

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Altre foto su Piadena2015.it
Un grazie per le foto a: Vanna Bartoli, Cesare Cattani, Daniele Crotti, Carlotta, Da Si bemol et quatorze demi, Sara, Paolo (Circolo Fotografico Cavezzo), Mauro Bacchetti.


LE FOTO DEL CIRCOLO GIANNI BOSIO ALLA FESTA

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Alla Festa 2005 della Lega di Cultura di Piadena - Il Racconto

Emozioni rinnovate e vissute

micio cantaStare bene insieme alla gente e in mezzo a tante persone perché liberi o liberati dentro: ecco cosa può essere la Festa della Lega di Cultura. Perché Piadena è Piadena: ovvero la Lega di Cultura, i compagni, gli amici, la gente di Drizzona, Piadena, Calvatone, Bozzolo, e degli altri Comuni della “bassa”, e con loro tanti altri venuti da vicino o da lontano, da Milano, da Lodi, da Brescia, da Firenze, da Roma, da Napoli, da Parigi, e chissà da quanti altri luoghi ancora. Essere insieme un anno dopo, come se ci fosse lasciati da poco. Rivivere il piacere, semplice e genuino, libero e nostro, di esserci, di cantare, di parlare, di ritrovarci, di brindare, di festeggiare, di crederci e di resistere.
Un solo “flash” strettamente personale ma emblematico di cosa possa essere questa atmosfera. Mi chiama il Giusèp per presentarmi una persona. “Ciao, sono la figlia di Ugo Bassi”, mi dice questa persona con curiosità e affetto. E salti indietro di 2 generazioni e riallacci ricordi che hanno permeato parte della tua vita di ragazzino e che ti ricordano la gioventù dei tuoi genitori, di tua madre e di amicizie ormai confinate, per chi ancora vivente, ai ricordi, alla storia passata e vissuta. L’ho ricordato, al rientro, a mio padre e ne è uscito un grazie commosso, come gli occhi e la voce del Giusèp e di tutti gli altri, quanto un saluto lontano o un ricordo ancora vivo non possono che riempirti di gioia ma frammista a rimpianto o tristezza perché comunque questa vita deve scorrere inesorabilmente. Ma è bello, è stato bello.
genteGrazie allora al Micio, a Giusèp, alla Genia, al Peto, a Enrico, a Leardo, a Bruno, a Davide, a Giovanni, a Ivan, a Paolo, e agli altri di cui non so o non ricordo o mi sfugge il nome, ma che c’erano e ci saranno, sempre. E grazie anche a Paola e Paolo, a Manuela, a Bianca, a Luciana, a Sandro, a Rudi, a tutti i compagni del Bosio e del De Martino, ma non soltanto, ai cantanti, ai cantori, ai musicisti, alla banda, agli artefici di questa festa (dal Concerto di Sabato alla giornata di Domenica 20 marzo) che è ormai parte del mio e nostro passato, presente e futuro.

Daniele, Claudio, Luca, Marco e Ludovico, da Perugia

[Un grazie a Daniele Crotti per le foto!]