Lega di cultura di Piadena
La Lega di Cultura di Piadena, con l'Istituto Ernesto de Martino a Sesto Fiorentino, il Circolo Gianni Bosio a Roma, la Società di Mutuo Soccorso Ernesto de Martino a Venezia, formano un arcipelago di realtà accomunate da modi e prospettive analoghe per il loro fare cultura, ricerca, e per il loro raccontare la storia.


La Festa 2010

Quanto successe tra venerdì e domenica
La festa sotto la tenda a Pontirolo: nostra patria è il mondo intero!


Caro Micio, caro Giuseppe, caro Bruno, caro Peto, caro Enrico, caro Leo, cari e carissimi tutti,

forse anch'io faccio parte di quella 'nuvoletta' che, variamente frammentata nel tempo e nello spazio, una volta all'anno almeno si ricompatta, a Pontirolo, nella casa della Lega di Cultura di Piadena, da sempre attiva in questa accogliente cascina lombarda che con la sua rossa bandiera richiama, commuove, stupisce, unisce.
Quest'anno non c'è più la Genia, quest'anno non c'è più Ivan; eppure quanto saranno presenti in questa tre giorni di marzo duemiladieci! Non ci sono più la Genia e Ivan, non ci sono più altri compagni e amici, altrettanti tasselli di questa' nuvoletta', che nella sua sia pur piccola dimensione è così ricca di umanità, di speranza, di ideali, di curiosità, di dialettica. "Quando bandiera rossa si cantava" è stato un simbolo, da ogni punto di vista inteso, di questo annuale incontro che ci ha accompagnato sino ad ora. In questi giorni la Bandiera Rossa è stata intonata, è stata suonata, è stata cantata.
Se non serve 'immaginare il futuro', non serve cercare significati o motivazioni a quanto accade a Piadena. Accade, succede, come succede 'il voler bene' di e a Teresa Batista di Jorge Amado. "C'è speranza se questo accade a Pontirolo?", vorrei azzardare emulando il Vho di Mario Lodi di una quarantina di anni fa', il Vho di quella Piadena che ha voltato la faccia alla sua più preziosa creatura, ossia la Lega di Cultura, qui nata negli anni in cui Lodi raccontava il paese e le sue storie. E allora da Pontirolo a S. Giovanni in Croce, da S. Giovanni in Croce a Pontirolo di Drizzona (ma lo sapete che proprio a S. Giovanni in Croce 'l mi babbo visse negli anni della sua età prescolare?).
     

foto di Valentina Macaluso


Venerdì. Il simpatico ed ospitale teatro di S. Giovanni in Croce (al pari del suo Sindaco) accoglie il concerto serale inaugurale dei 'canti del mondo', per anticipare quanto si dirà, si racconterà e si canterà nei due giorni successivi: emigrazione / immigrazione. Un'anteprima, quasi un'improvvisata, ideata dal disponibile e capace primo cittadino di San Giovanni, ci offre (ed è un bel regalo) lo spezzone di Novecento di Bertolucci (da queste parti girato), ci offre uno spaccato quindi di racconti di vita dedicato alla Genia, alla sua famiglia, ai contadini di questa terra. Poi i francesi, con i canti della Comune di Parigi e con le donne marsigliesi, gli spagnoli di Siviglia in formazione ridotta causa impegni di lavoro per i più, i portoghesi della capitale con la loro delicata e forte dedica alla Genia della Lega e alla Lega della Genia, la nutrita e nuova Sarabanda di Roma con i loro stornelli e saltarelli (e la loro 'Pesca dell'anello'), i genovesi con il loro viaggio e i loro canti (anche il trallallero recuperato in loco) non fosse altro perché 'è bello stare insieme così', e due giovani e dolcissimi ungheresi dei quali ancora ci domandiamo con meraviglia come siano giunti sin qua. Senza retorica: questa è un'altra dimensione, umana, emozionale, culturale, sociale.

Sabato. Quest'anno si parla, e come non parlarne, di emigrazione / immigrazione, ovvero di migrazione e di migrazioni. Si comincia con Peter che, brillante, acuto e spiritoso come sempre non fa altro che partire dall'assioma che nulla conosciamo al riguardo perché tutto già pensiamo di conoscere. E da qui un semplicissimo monito socratico: puoi conoscere te stesso solo conoscendo l'altro, l'altro da te. Ampia e scientifica la panoramica che Tamino espone sulle migrazioni storiche anche del genere umano. In questo caos millenario (e oltre) in cui l'uomo ha vissuto, voluto, subito e patito le migrazioni, è soprattutto oggi che solo con la cooperazione e la solidarietà si può superare l'impasse della difficoltà del relazionarci, non certo e non solo individualmente quanto come gruppi e popolazioni. Seguono Enrico Pugliese e A. Maria Rivera per cercare di analizzare la relazione tra immigrazione (o emigrazione, il rovescio della medaglia) e razzismo; ma state attenti: non esistono le razze! Il DNA umano è lo stesso, il resto è adattamento all'ambiente nel corso del tempo (secoli, millenni, millenni di millenni). Ma interpretate questa affermazione: 'il razzismo popolare non è la paura bensì la socializzazione del rancore'. Questa è stata, forse, la base di una diatriba finale, non polemica ma necessaria e inevitabile all'interno di questa 'nuvoletta' qui confluita, leggi un coacervo di idee, critiche, proposte, valutazioni, interpretazioni (che l'accendino sia stato il Toni?). Dai meno giovani ai più giovani, e allora mi piace riportare quanto detto da Marco Rovelli a proposito dei nuovi immigrati, in particolare facendo riferimento a quelli clandestini: 'l'immigrato regolare è un clandestino potenziale (clandestino: 'colui che sta nell'ombra', fuori dalla luce del sole e del giorno), ed è la assenza della cittadinanza che fa la differenza'. Infine il non più giovane Sandro, intendo il Portelli, ma sempre vivo, vivace e poliedrico (sempre piacevole da ascoltare), con la ricchezza delle sue indicazioni; ecco cosa ci regala oggi: '… comunque sia ci vuole il rispetto della dignità di tutti e della libertà di movimento per tutti, ovvero tutti hanno il diritto di scegliere il cammino della propria vita'. E quanto è preziosa e immensa quest'altra affermazione: 'Cercavamo braccia e sono arrivate persone', con la loro storia, le loro storie, la loro cultura, le loro tradizioni, il loro modo di cantare, et coetera et coetera. E il 'leggere, cantare, raccontare non è cosa ornamentale, ma è vita'. La base della cultura è la diversità, e allora, e qui dà la sua mano anche Toni Jop, ricordiamoci che siamo tutti diversi come tutti eguali, ovverosia la base dell'essere è la diversità. E questo è un gran bene!
Poi tutti dagli Azzali, ove l'anteprima della 'festa granda' già è una grande festa. Cantare insieme per percorrere insieme i nostri vissuti. Certo, momenti conflittuali non possono non esserci, qualcosa o qualcuno può mancare, ma questo è inevitabile in una così piena socialità, ma… serve, serve, serve, perché anche ciò fa parte dei nostri individualismi e difetti, che soltanto con la loro verifica possiamo quantomeno tentare di superare.

Domenica. E poi viene domenica, il gran giorno. In tanti ricordano la Genia e ricordano Ivan. La Genia: non ci saranno (o comunque sarà assai difficile trovarle) persone, donne, come lei; con la sua voce 'senza microfono', che 'tagliava le nebbie' e 'accorciava le distanze', con la sua 'sofferenza e gioia' per la festa, la sua forza, la forza del suo volto, il suo decisionismo, una donna che ha saputo insegnare che 'l'impossibile può essere possibile'. Ivan: un contrappunto vivente, una contraddizione perenne, un poeta sgraziato, un cantante graffiante (con la sua voce disturbante), un narratore di storie…'; quello che diceva che l'importante non è vincere ma convincere, quello che … 'senza dolcezza e senza amore non c'è rivoluzione', insomma la coerenza della sua incoerenza.
Grazie e Genia e a Ivan, Bandiera Rossa la cantiamo ancora! Toccanti le parole che la Rivera legge dall'ultimo libro, l'autobiografia, del nostro Della Mea: "… ci sarebbe bastato guardare un volo libero di rondini, …, uno sciame pulsante di lucciole in amore, …, un istrice bianco e nero, …, l'ulivo, il leccio, il fungo porcino, …, il cuculo notturno, …" ; a dire che 'carità è lottare perché nessuno abbia bisogno di carità'.
Prima dei suoni e dei canti, delle musiche e dei balli e delle canzoni, una frase che incastra l'essenza delle festa medesima: "se ci resta memoria la dobbiamo cantare!".
Appunto… E la festa continua… ma non si può raccontare, si deve vivere e partecipare.

… e ci sentimmo commossi…

Daniele Crotti

(e con Daniele: Giovanna e Marco da Perugia, Ezio ed Isa da Seveso)

Guarda tutte le foto di Valentina Macaluso su http://www.flickr.com/photos/valentinamac/show/







Carissimi Micio e tutti,
vi mando la canzone Sotto la tenda a Pontirolo che ho scritto con l'aiuto delle sarabande.
Grazie delle bellissime giornate che ci avete regalato ancora. Io sono venuta per la seconda volta e torno sempre a casa col cuore gonfio di speranza e allegria, e di questi tempo non è così facile. Ma voi ci date la possibilità di vivere un pò quel mondo che vorremmo fosse sempre così: solidale, generoso, disponibile, uguale e allegro. Grazie di tutto e grazie di esistere.Finché c'è gente come voi riusciremo a vivere meglio.
Un grande abbraccio a tutti,
Lucia Corbo da Roma

SOTTO LA TEND'A PONTIROLO

(sul motivo di Sotto l'albero del Piemonte)

Sotto la tend'a Pontirolo c'è la gente là che canta (2v)
Tanto ben che la canteva che il Miciò se la rideva (2v)
Ecco canta i Portoghesi coi bambini piccolini
col maestro là che salta e col maestro la sua mamma
Ora canta le spagnole e s'aiuta con la canna (2v)
I francesi son possenti con le voci e con le barbe (2v)
Quando arriva le sarabande colorate e arcutinate
quando arriva le sarabande Sara dice su cantate
Ecco qui i genovesi con le voci sopraffine (2v)
Terra terra suona e canta le canzoni di Toscana
terra terra suona e canta come fosse una gran banda
Qui alla Lega di cultura tutti canta e poi magna
tutti magna beve e canta qui alla Lega di cultura
Son 10 anni che gli Azzali ci fan stare in allegria (2v)
No razzisti ma comunisti per rifare il mondo a nuovo (2v)


Pontirolo 21 marzo 2010

a cura di Lucia Corbo e le Sarabande di e con Sara Modigliani



Guarda le foto di Giovanna Balestreri




Guarda le foto di Gianluigi Perderzani




Guarda le foto di Sandra Bettio




Guarda il video di LucaSorr1970







PROGRAMMA 2010

L’ARGOMENTO DELLA FESTA:

“EMIGRAZIONE/IMMIGRAZIONE”

INTERVENTI DI EUGENIO CAMERLENGHI, ENRICO PUGLIESE, PETER KAMMERER, BRUNO CARTOSIO, ALESSANDRO PORTELLI, ANNA MARIA RIVERA, GOFFREDO FOFI, GIANNI TAMINO, TOMMI JOP, MARCO ROVELLI E IMMIGRATI LOCALI.

IL VENERDI’ SERA 19 MARZO ALLE ORE 21 CONCERTO AL TEATRO GALLERANI DI SAN GIOVANI IN CROCE CON I SI BE MOLLE DI PARIGI, LE VIE DEL CANTO DI GENOVA, LA SARABANDA DI ROMA, IL CORO DOMIMGUERO DI SIVIGLIA

SABATO 20 MARZO ALLE ORE 15 AL TEATRO GALLERANI DIBATTITO SUL TEMA EMIGRAZIONE/IMMIGRAZIONE FINO ALLE ORE 19 PER PROSEGUIRE POI A PONTIROLO A CASA DEL MICIO.

DOMENICA 21 MARZO ORE 10 A CASA DEL MICIO RICORDO DEL COMPAGNO IVAN DELLA MEA, SEGUE IL DIBATTITO SU EMIGRAZIONE/IMMIGRAZIONE.

CONCERTI DEI GRUPPI SI BE MOLLE DI PARIGI, I SUONATORI TERRA TERRA DI FIRENZE, I COLORI DI MAGGIO DI MARSIGLIA, IL CORO DOMINGUERO DI SIVIGLIA, LA BANDA DEGLI OTTONI DI MILANO, L’ISTITUTO ERNESTO DE MARTINO, IL CORO DELLA CASA DI ACHADA DI LISBONA, IL NUOVO CANZONIERE BRESCIANO, l GIORNI CANTATI DI CALVATONE-PIADENA, I FIATI SPRECATI DI FIRENZE, LE CENCIALLEGRE DI MODENA, IL CIRCOLO GIANNI BOSIO DI ROMA, IL CORO DI MICENE, VOCI DI MEZZO, HARD COR DI BOLOGNA E TANTI ALTRI.





-->